Bastione di Mezzogiorno a Cervo (IM)

Il Bastione di Mezzogiorno di Cervo appartiene alla cortina di difesa del Comune di Cervo nella provincia imperiese.

Tale struttura abbandonata da secoli, ha subito la sorte dei monumenti dimenticati: dapprima cava spontanea di materiale e poi interrata e trasformata in orto.

Pertanto il suo recupero, voluto dal Comune di Cervo, è iniziato da uno scavo archeologico che ha evidenziato quali erano le peculiarità della struttura difensiva, e le vicissitudini che la fabbrica ha subito, compreso il terremoto del 1887 che distrusse Bussana Vecchia, interessando anche questo fortilizio.

Il recupero è avvenuto immaginando una nuova struttura metallica che si inserisse all’interno del perimetro murato, come un elemento a sé stante, completamente rispettoso della fabbrica storica. Questa struttura in acciaio costituisce l’elemento che definisce il nuovo spazio ricavato, diventando contemporaneamente elemento antisismico dell’intera fabbrica.

L’edificio recuperato è caratterizzato da due livelli: quello interno rappresenta lo spazio museale cui la fortificazione è stata destinata, mentre il livello della copertura, dalla quale si accede allo spazio sottostante, rappresenta una magnifica terrazza sul mare, evidenziando ulteriormente la splendida posizione che Cervo occupa sul Golfo Dianese.

Un ascensore collega il dislivello tra i due piani costituenti l’opera. Un impianto di condizionamento assicura al piano interrato i necessari ricambi d’aria.   Le mura difensive sono state restaurate utilizzando materiali locali, compresi gli aggregati delle malte nel massimo rispetto delle strutture antiche.

Anche per la pavimentazione del tetto a terrazza sono stati impiegati materiali locali, come il lapideo proveniente dalla località Poggio, vicino a Sanremo.

L’ambiente interno così realizzato evidenzia le suggestive strutture murarie lasciate a pietra a vista, ben integrandosi con la struttura muraria originale.

I lavori sono stati eseguiti dall’Impresa Edile Olimpio Lanteri di Ospedaletti (IM) mentre gli scavi archeologici sono stati compiuti da Studium s.n.c di Frida Occelli e Marco Subbruzio di Torino.

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